Omaggio al Guru - Swami Niranjanananda Saraswati

Rikhiapeeth, 5 dicembre 2010 - Namo Narayan

Oggi siamo riuniti qui per rendere omaggio a Sri Swamiji, il nostro Guru e luce della nostra vita. A mezzanotte di un anno fa egli raggiunse il Maha Samadhi. Questa non fu una decisione improvvisa ma piuttosto fu predestinata. Sri Swamiji aspettava l’occasione.

Aveva detto molte volte: “Sono in attesa di lasciare il corpo ma non lo lascerò fintanto che non avrò il mio biglietto di ritorno. Non voglio l’emancipazione, moksha né alcuna soddisfazione personale che arriva insieme all’illuminazione spirituale. Il mio obiettivo e la mia aspirazione in questa vita e in quelle future è di aiutare gli altri, di asciugare le lacrime di sofferenza e  di dolore dagli occhi di ogni persona che cerca sollievo, pace, abbondanza e prosperità. Questo è l’unico scopo della mia vita”.

Sri Swamiji visse questo sankalpa durante tutta la sua vita. Anche prima di arrivare dal suo Guru, Swami Sivananda, questo fu il pensiero che lo guidava. Anche Swami Sivananda era alla ricerca della persona adatta a portare avanti la sua visione di servire gli altri. Il nostro Guru, Sri Swami Satyananda, si identificò completamente e totalmente con la visione del suo Guru e la sua unica aspirazione divenne quella di realizzarla. Sri Swamiji creò Rikhiapeeth dove i tre insegnamenti cardinali di Sri Swami Sivananda potessero essere vissuti: quello di Servire, di Amare e di Dare. Attraverso il servizio, l’amore e il dare diventa possibile realizzare l’unità dello spirito. Tutti noi cerchiamo l’intervento del divino e desideriamo la grazia divina nella nostra vita. Tutti cerchiamo la forza interiore, l’incoraggiamento e l’ispirazione di riuscire e di realizzarci nella vita. Sri Swamiji ci ha mostrato la strada attraverso il servizio, l’amore e il dare. Sri Swamiji ci ha detto ripetutamente che lui è un chirurgo cardiaco ed egli attua la chirurgia sul cuore per togliere i blocchi che rendono egoiste e auto-orientate le persone. Attraverso questa rimozione dei blocchi il cuore si apre e si connette con tutte le persone che cercano sollievo e grazia. Il modo per togliere questi blocchi e aprire il cuore non è attraverso asana, pranayama, hatha yoga, raja yoga e nemmeno qualche altro genere di yoga, ma per mezzo di un processo di trasformazione che porti al superamento delle limitazioni personali e ad esprimere la propria natura positiva attraverso il servizio, l’amore e il dare.

È questo il modo per fare esplodere il proprio spirito interiore. Tutti noi parliamo dello spirito ma non l’abbiamo mai visto, né realizzato né conosciuto. Eppure sappiamo che è dentro di noi. Esistiamo perché c’è lo spirito però non siamo collegati con esso.

Siamo connessi con la nostra mente e sperimentiamo le risposte e le reazioni della mente nella forma di bisogni, bramosia, desideri e aspirazioni nei pensieri così come nelle emozioni. Però queste non sono qualità dello spirito.

Il nostro Paramguru Swami Sivananda disse che le qualità dello spirito soggiogano la natura della mente. La mente non ha alcun significato davanti alla potenza dello spirito. Lo spirito non si realizza attraverso la meditazione ma attraverso la connessione con ognuno.

Siya Ramamaya Saba Jaga Jani.

Al nostro Guru e Maestro che ci ha donato tutto e ci ha mostrato come vivere correttamente la vita, oggi esprimiamo i nostri sentimenti più profondi con il seguente sankalpa: “Cammineremo sul sentiero che tu hai indicato, senza vacillare e senza  restare indietro”. Sri Swamiji non è presente con noi con il corpo ma vive dentro di noi nella forma di ispirazione e questo è il suo dono più grande. Vive dentro ognuno nella forma di un’ardente ispirazione di diventare creativi e di eccellere nella vita, di connetterci con il nostro ambiente, di portare la felicità, la pace e di condividere le nostre gioie con ognuno. Sri Swamiji ci ha affidato questo compito e noi lo adempieremo.

Chiniamo la testa in ringraziamento a questa grande personalità. Siamo veramente fortunati di aver vissuto in un’era in cui vi è stata una persona come Sri Swamiji. Non abbiamo visto Cristo, Rama, Krishna e Buddha, ne abbiamo soltanto sentito parlare. Ma abbiamo avuto la fortuna di vedere Swamiji, di ridere con lui, di sederci con lui, di ascoltarlo e di ricevere la sua grazia.

In lui è la grandezza che fu di Rama, Krishna, Buddha e Cristo. In Sri Swamiji è la pace di Buddha, la compassione di Cristo, la chiarezza di Krishna e l’equilibrio di Rama.

La sua grazia e la sua ispirazione è ciò che cerchiamo. La preghiera nei nostri cuori è:

“Oh Guru, guidaci perché possiamo realizzare il tuo mandato; ispiraci a camminare sul sentiero che tu ci ha mostrato; dacci la forza per completare il viaggio che abbiamo intrapreso e sii sempre nel nostro cuore, nella nostra mente e nei nostri pensieri in modo che non ci possiamo mai smarrire.

Guru Brahma, Guru Vishnu, Guru Devo Maheshwara,

Guru Sakshat Param Brahma, Tasmai Sri Guruvae Namaha”.

 Il mio stato