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PARTICOLARI DEL PROGRAMMA
Luogo:
Entrambi i
programmi si svolgeranno a:
Paramahamsa Alakh Bara, Rikhiapeeth
Deoghar, Jharkhand 814112
Date 2010:
Sat
Chandi Mahayajna:
6
- 9 Dicembre:
dalle ore 8.00 alle 18.00
Sat Chandi
Puja
10 Dicembre:
Sat Chandi Purnahuti e Sita Ram Vivaha
Yoga
Purnima:
17 - 20 Dicembre:
dalle ore 8.00 alle 18.00 Mrityunjaya
Homa
21 Dicembre:
Mrityunjaya Purnahuti
e celebrazione
della nascita di Sw. Satyananda
Siete
pregati di comunicare la vostra
partecipazione allo Sivananda Math,
Rikhiapeeth:
Tel: +
91 (0) 930.448.88.89
+ 91 (0) 943.079.94.49 (telefono e fax)
+ 91 (0) 0643. 290.870





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Invito a Sat Chandi Mahayajna
2010 - Swami Satyasangananda Saraswati
SAT CHANDI MAHAYAJNA
L’adorazione della Natura è
un fatto primordiale. Fin da tempi immemorabili tutte le culture e tutte le
civiltà hanno reso omaggio alla Natura. La natura non consiste soltanto negli
alberi, nei fiumi, nelle montagne, negli oceani, nel cielo, nella flora e nella
fauna che vediamo intorno a noi. La Natura è cosmica. In questo senso vi è una
natura manifesta la cui gloria abbonda tutto intorno a noi, da osservare e da
ammirare, e vi è anche una Natura immanifesta.
Questa Natura immanifesta è
il seme dal quale nasce l’intero creato. Quindi, se desideriamo onorare e
adorare la Natura in modo che possa divenire benevola verso di noi e inondarci
della sua grazia, allora è il seme o la sorgente che bisogna invocare.
Oggi si parla molto
dell’ecologia e dell’importanza dell’equilibrio ecologico per la sopravvivenza
di questo pianeta. Parliamo di piantare più alberi, di ridurre l’uso di prodotti
derivati dal petrolio, di eliminare le emissioni di gas risultanti dalla
crescita industriale. Certamente questi sono dei passi importanti nella
direzione giusta ma purtroppo non sono sufficienti.
Per risanare i danni prodotti
dalle follie della razza umana dobbiamo tornare alla sorgente della Natura nella
sua purezza primordiale e risvegliare la sua benevolenza e la sua grazia.
Questo è forse l’unico potere
che potrà salvarci, poiché la natura contiene in sé la capacità di risanarsi, di
rinnovarsi e di ricaricarsi.
L’uomo, nel suo egoismo e
nella sua ignoranza, ha cominciato a pensare di essere più potente della Natura
ma vi sono molti aspetti della Natura che sono ancora oltre la sua comprensione
e il suo controllo. Uno tsunami o semplicemente un terremoto può sterminare
milioni di persone e, davanti ad un tale disastro, l’uomo resta confuso.
A parte l’aspetto esterno
dell’ecologia, vi è anche l’ecologia interiore dell’uomo, la sua natura
individuale che deve essere migliorata. Spesse volte i suoi pensieri, le
emozioni, i sentimenti, i sogni, le ambizioni, le passioni, le paure, le
nevrosi, le psicosi, la depressione, la disillusione e l’ansia crescono oltre
misura e lo confondono. Alla fine, la natura interiore dell’uomo, che potrebbe
restare suo dominio privato, trabocca nella pubblica arena.
Di conseguenza siamo spesso
testimoni di atti di violenza e di gravi disordini laddove un individuo,
conosciuto come pacifico, sereno e beneducato, in un giorno può trasformarsi in
un selvaggio, uno squilibrato che ammazza tutti gli abitanti del suo villaggio.
Nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che si stava preparando interiormente
poiché esteriormente tutto sembrava assolutamente normale.
L’uomo è composto dagli
elementi della Natura cosmica. I guna - sattwa, rajas e tamas - pervadono la sua
intera esistenza. Tutto ciò che sente, che percepisce, che dice e che fa è sotto
l’influenza degli elementi fondamentali di cui la Natura cosmica lo ha dotato.
Egli nasce dall’unione dei suoi genitori terreni, ma la sostanza materiale di
cui è fatto viene ereditata dai suoi genitori cosmici: Shiva e Shakti.
Per portare l’equilibrio fra
le attività di testa, cuore e mani, e per creare armonia a tutti i livelli, nel
regno manifesto così come in quello immanifesto, sul piano individuale così come
su quello universale, è l’adorazione della Natura nella sua forma più
primordiale che opererà nel modo più efficiente. Questo è ciò che prescrissero
gli antichi, che lavoravano per la graduale evoluzione dell’umanità.
È così che si è evoluta la
tradizione della yajna. Swami Satyananda ha detto: “Le yajna preannunciano il
risveglio della coscienza dell’uomo. Fu quando l’uomo scoprì il fuoco che la sua
consapevolezza fece un salto quantistico. Il fuoco esisteva anche prima di
questo ma l’uomo non ne era consapevole, proprio come oggi gli animali sono
inconsapevoli del fuoco e di come usarlo. Fu da quando l’uomo scoprì il fuoco e
il grano che la sua vita cominciò a evolvere e da allora non ha più guardato
indietro”.
Il fuoco risvegliò la
coscienza dell’uomo milioni di anni fa portandolo all’attuale livello di
consapevolezza. Se l’uomo deve evolvere ulteriormente la sua consapevolezza a
livelli sublimi allora dovrà accettare nuovamente l’aiuto del fuoco. I Veda
hanno proclamato il fuoco come essere il precursore che mostra la via ed
illumina il sentiero. Anche la più antica filosofia del tantra, anteriore alla
storia, mostrò quanto l’elemento primordiale del fuoco fosse efficace per
l’adorazione della Natura cosmica.
La Natura, il grande
pianificatore, il controllore, il capo esecutivo e direttore di tutto il creato,
sia quello manifesto sia quello immanifesto, è la madre che fa nascere,
sostiene, nutre, alimenta e infine, per compassione, rimanda il creato là da
dove era iniziato, in attesa di una nuova rinascita a suo comando. Così, nel
tantra, la Natura è sempre stata vista come la dea suprema, Tripura Sudari, che
regna sui tre mondi e anche oltre.
Il tantra, con il suo modo
singolare di simboleggiare ogni cosa, dette alla Natura il titolo di Devi;
giustamente, poiché la creazione è il dominio del femminile. Se vogliamo
rabbonire la Natura e risvegliare la sua benevolenza in modo che ci inondi della
sua interminabile grazia, è l’adorazione di Devi che darà i risultati
desiderati. È stato con questo obbiettivo in mente e sulle labbra il sankalpa
per la pace, l’abbondanza e la prosperità che nel 1995 Sri Swami Satyananda
introdusse la tradizione della Sat Chandi Mahayajna a Rikhiapith per il
beneficio universale dell’umanità. Questa yajna tantrica, dedicata
all’adorazione della Madre Cosmica, è stata svolta per quindici anni alla
presenza di Sri Swamiji, a Rikhiapith, da eruditi pandit di Varanasi.
Questa yajna faceva parte del
suo sadhana e del suo sankalpa di aiutare l’umanità a guadagnarsi il divino
intervento per superare le sue sofferenze e le sue disgrazie e per restaurare
l’equilibrio e l’armonia nella vita. Durante la Sat Chandi Mahayajna del 2009,
durante uno dei suoi ultimi darshan prima del Mahasamadhi, Swami Satyananda ha
detto: “Questa Sat Chandi Mahayajna continuerà a Rikhiapith e se mi
chiamerete io verrò”.
Quest’anno la Sat Chandi
Mahayajna, che si terrà dal 6 al 10 dicembre 2010, sarà memorabile poiché
quest’anno, insieme alla Madre Cosmica immanifesta, sarà invocata anche la forza
immanifesta del Guru affinché venga e benedica tutti noi. La dimensione fisica è
limitata. La dimensione immanifesta pervade tutto ed è inerente al potere
dell’universo, un potere che vede tutto, conosce tutto e fa tutto. Sarà anche di
grande auspicio poiché il primo giorno della yajna segna la data del Mahasamadhi
di Pujya Gurudev e il primo anniversario del suo antar dhyan e svarga vaas.
Come negli anni passati,
nell’ultimo giorno della yajna verrà celebrata Sita Kalynam, l’unione di Sita o
jivatman, l’atman individuale, e di Ram, il Paramatman cosmico che tutto
pervade, con i tradizionali riti e rituali. Questo evento, che ebbe luogo in
India milioni di anni fa durante il Treta Yuga, sarà nuovamente portato in vita
a Rikhiapith in modo che anche noi possiamo essere testimoni della gloria e
della grandezza di quel sacro evento e ricevere la loro divina grazia.
Noi, a Rikhiapith, invitiamo
tutti coloro che hanno conosciuto, amato, ammirato e adorato Pujya Gurudev
durante la sua vita a venire e a far parte del suo continuo sankalpa per la
pace, l’abbondanza e la prosperità per l’umanità che riprenderà di nuovo quando
tornerà su questo pianeta nella sua immensa compassione verso tutti noi.
I regali per la Devi
Gli oggetti offerti alla Sat
Chandi Yajna dovrebbero essere scelti per essere adatti alla Devi, poiché
verranno distribuiti alle signore.
Per esempio:
Insieme di sari con cosmetici
e cose per la toilette; ornamenti; vestiti e scarpe per le signore, come scialli
di lana, golf, cardigan e calzini tutti di lana. Coperte, lenzuola, trapunte,
federe, tappeti, stuoie, tappetini per sedersi. Utensili. Cereali. Fiori di
loto, rose ed ibiscus. Dolci (asciutti ed incartati). Frutta: banane, mele,
arance, noci di cocco (non uva e meloni). Puja samagri come kumkum, chandan,
sindur diya, arati, ghanti, incenso.
Le offerte per i vicini di
Sri Swami Satyananda Saraswati
In aggiunta alle offerte
fatte alla yajna i devoti avranno l’occasione di offrire a Devi Ma degli oggetti
che potranno essere distribuiti ai vicini di Sri Swamiji a Rikhia. Questi
verranno distribuiti nel corso dello yajna stessa e anche voi avrete occasione
di farlo personalmente.
YOGA PURNIMA
Nel 2008, dopo il culmine
della Rajasuya Yajna, insieme alla Sat Chandi Mahayajna Sri Swami Satyananda
introdusse la Mahamrityunjaya Yajna, un’altra importantissima yajna efficace per
la salute, il benessere e la protezione dell’umanità. Questa yajna coincide con
la nascita di Sri Swamiji avvenuta ottantasette anni fa ad Almora, nell’Himalaya,
durante il purnima (la luna piena, n.d.t.) del mese di Marga Shirsha.
Il Mahamrityunjaya mantra è
un antichissimo mantra universale che si trova nel Krishna Yajur Veda. Può
togliere ogni genere di difficoltà e di afflizione. Fa parte dei sacri inni
Rudri che per tradizione vengono recitati durante l’adorazione di Shiva ed è
diventato preminente a causa della sua grande efficacia per ottenere la
protezione di coloro che lo cantano.
Così questa yajna, chiamato
“Yoga Purnima”, è sia un omaggio alla nascita e alla vita del grande yogi Sri
Swami Satyananda Saraswati, che ha dato al mondo la chiarezza e la profonda
intuizione riguardo a come le pratiche dello yoga possano armonizzare la nostra
vita e risvegliare completamente la nostra potenzialità, così come ci ha
indicato un modo per risvegliare la forza benevola del padre cosmico, Shiva.
Proprio come il tantra ha
scelto Shakti come simbolo dell’energia cosmica o Natura, che è stata
rappresentata come yoni, così il simbolo scelto da questa sublime filosofia per
indicare la coscienza cosmica è Shiva, che è stato rappresentato come lingam.
Yoni significa grembo o santo graal dove germina la vita e lingam significa la
sorgente nella quale esiste il seme della vita nella sua originaria purezza.
Insieme rappresentano l’intero ciclo dell’esistenza a tutti i livelli. Secondo
il tantra non vi è nulla eccetto o oltre Shiva e Shakti.
Shiva e Shakti sono i due
eterni principi dai quali nasce tutta la vita. È la forza duale che governa la
nostra vita come chetana o consapevolezza e prana o energia vitale. Non potremmo
neanche battere un ciglio senza la consapevolezza e senza la vitalità, tanto
meno potremmo svolgere il gran numero di compiti che dobbiamo fare nel corso
della nostra vita. Così, in un certo modo, attraverso l’adorazione di Shiva e di
Shakti, adoriamo la loro presenza in noi stessi e ci risvegliamo al fatto che
non siamo essenzialmente separati da essi ma che ne siamo parte integrante. |