Satyananda Ashram Italia

Scuola di Yoga

Satyananda Ashram Italia


  • Madre India 
  • Kali 
  • Yoga Sutra di Patanjali 
  • Shanti Mantra Vedici 
  • Kundalini e il Cervello 

Madre India

Tratto da: Sw. Shivananda Saraswati, Sw. Satyananda Saraswati, “Devi – Honouring Shakti”, pubblicato da Sivananda Math, Bihar, India.

Le donne sono la principale risorsa nella famiglia indiana. Dopo il matrimonio, una moglie non va a mani vuote a vivere in casa del marito, ma lui va a casa sua come un accattone a prenderla. Lei provvede a tutte le spese del matrimonio. Porta utensili da cucina, valige, una bicicletta, un riksciò, uno scooter, un’automobile, un televisore, un videoregistratore, uno stereo, gioielleria più un minimo di sessantamila rupie in contanti. Arriva come Lakshmi, la dea della ricchezza e della prosperità, e lui la tiene lì come sua serva. Questo è il più grande errore della società indiana.
Sono stato un sostenitore delle donne e delle ragazze per molti anni. Il mio ashram ha prosperato perché ho preparato le donne e ho dato loro incarichi di responsabilità.
Le donne sono molto sincere. Non hanno l’abitudine di fumare, bere e giocare d’azzardo. Una donna cercherà di stabilizzarsi ovunque va-da, sia nella casa dei suoceri, sia in ufficio o in un ashram. È necessaria una persona stabile, dedita anima e corpo, per amministrare qualsiasi istituzione. Se gli uomini provano a mandare avanti una casa falliscono, perché non sono dei buoni amministratori.
Maschi e femmine hanno nature diverse. Il creatore ha sbalzato un animale sulla testa dell’uomo e una dea sulla testa della donna. La donna è shakti, energia, potenza, ma viene facilmente sfruttata. Le donne non sono deboli ed indifese per natura; è l’uomo che le ha rese così per poterle sfruttare. Se una ragazza diventa forte, non potrà più essere sfruttata. Una moglie forte non permetterà mai al marito di comportarsi male. La donna deve avere tale autorità, tale potere, tali diritti.
Nei paesi sviluppati le donne hanno lottato per i loro diritti e se ne sono impadronite. Le donne occidentali avevano le stesse restrizioni sociali delle donne indiane, ma si sono appropriate dei loro diritti legali, politici, professionali e sociali, e perfino del diritto di cambiare le leggi sul matrimonio. Le leggi in India sono fatte dagli uomini, dal punto di vista degli uomini, ma nessuno fa leggi a favore delle donne, perché gli uomini non capiscono i loro problemi. Se anche accadesse alle donne di ottenere i loro diritti, esse non avrebbero esperienza né capacità di esporsi socialmente. Per ragioni sociali e politiche le donne sono state segregate dagli uomini per un periodo lunghissimo, perciò non hanno saputo riscattarsi e superare le limitazioni imposte loro dalla società. Ogni donna deve sapersi impadronire dei suoi diritti. Per ottenere i propri diritti bisogna meritarli, e queste capacità si sviluppano con l’interazione sociale.
In India le donne sono sempre state trascurate e relegate ad un rango inferiore. Nel matrimonio, nelle leggi sulla proprietà e sull’eredità sono state considerate di seconda classe. Una vedova di-venta un’emarginata, ma questo non accade ad un vedovo. Un vedo-vo può risposarsi, ma una vedova no. La società la pensa così. Per secoli nessuno ha sfidato o si è opposto a questo codice sociale, ma oggi questa è diventata una grande questione sociale. Può una donna lasciare la casa dei suoi e costruirsi un futuro in maniera indipendente? Può decidere sulla sua istruzione, sulle sue sostanze e sul suo destino? Sì, può.
La gente dice che i sadhu e i sannyasi non dovrebbero aver nulla a che fare col sesso femminile, che non dovrebbero nemmeno parlare con le donne. Io dico: “Perché no?” Nessuna società può fare progressi senza rendere alle donne il dovuto. Nessun paese godrà della prosperità fino a quando non renderà la sua popolazione femminile capace di reggersi sulle proprie gambe. Anni fa compresi che tutte le donne del mondo, comprese le bambine, sono mie madri. Siano esse orientali o occidentali, moderne o all’antica, giovani o vecchie, compagne o segretarie, cittadine o paesane, tutte le donne simboleggiano nostra madre. Dobbiamo rispettarle, amarle e proteggerle e dar loro tutto quello che dobbiamo, perché siamo loro figli. Che la donna sia vostra moglie o vostra figlia, la sua natura è quella di madre. Il credito di avermi dato la vita va a mia madre, non a mio padre, poiché lui è stato solo un tramite.
La donna è una gemma preziosa, eppure una parte così pregevole della società è ridotta a un nonnulla. Molte donne non possono anda-re a scuola o avere liberamente relazioni sociali. Una donna di paese non ha mezzi per istruirsi, possibilità di migliorare le proprie condi-zioni, protezione legale e noi, che l’abbiamo privata di tutto ciò, ab-biamo il dovere di aiutarla e sostenerla. Questo è di fondamentale importanza verso l’aspetto spirituale della donna in quanto madre. Perciò a Rikhia abbiamo cominciato ad assicurare alle ragazze possibilità di istruzione, alle giovani spose corredi di buon augurio, alle donne di paese opportunità di lavoro e alle vedove sostegno, per aiutarle a camminare con le proprie gambe e a diventare indipendenti. Dobbiamo educare, incoraggiare ed ispirare le ragazze ad essere sicure e ad affermarsi. Così la prossima generazione sarà automaticamente educata. Così educhiamo e sosteniamo la società per gli anni a venire.
Le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini. Bisognereb-be permettere alle bambine di crescere forti fin dalla prima infanzia e non imporre loro restrizioni. Le si dovrebbe adeguatamente istruire e preparare ad essere auto sufficienti. In passato le ragazze avevano un solo futuro, cioè sposarsi e fare figli. Ora hanno orizzonti più ampi per il futuro. Possono studiare, acquisire conoscenza e laurearsi, diventare medici, avvocati, commercialiste, ingegneri, esperte in computer, elettronica, biotecnologia e quindi trovare un lavoro ed essere indipendenti. Allora possono sposarsi, se vogliono. Il matrimonio non è l’unico futuro per una ragazza. Oggi il loro futuro sta in un’istruzione superiore.
Deoghar è il centro del cuore della Devi. È anche il luogo di nascita della nuova Devi. Il messaggio per il risveglio delle donne partirà da qui. Perciò date un’istruzione adeguata alle donne di casa vostra, alle vostre figlie, madri e sorelle, e fate di loro delle Chandi. Nell’epoca che verrà le donne dell’India devono diventare la Madre India ed è nostro dovere fare in modo che questo accada.

Kali

Tratto da: Sw. Shivananda Saraswati, Sw. Satyananda Saraswati, “Devi – Honouring Shakti”, pubblicato da Sivananda Math, Bihar, India.

In India Kali è un’entità divina e molto importante. Sebbene terribile a guardarsi, è considerata una protettrice, patrona ed ausiliatrice be-nigna e compassionevole. La chiamano Kali Ma. Kali significa nera e Ma significa madre. Tutti l’adorano e la venerano. Nessuno si preoccupa del suo aspetto. Quando si cantano inni in sua lode, se capita di leggerne la traduzione, verrebbe da pensare che siano cantati ad una bella fanciulla; ma lei è raffigurata assolutamente nera, nuda, molto grassa e orribile a vedersi. Ha la lingua fuori e insanguinata. I suoi occhi sono rossi e spalancati come se avesse appena bevuto whisky e indossa una ghirlanda di teschi umani, non un mala di tulsi, che è per persone sattwiche. Kali indossa amuleti di serpenti, braccialetti e ghirlande fatti di serpenti. Ha sei braccia e seni molto grandi. Ha sei mani. In una tiene un pugnale, in un’altra la testa di un uomo, nella terza una scodella di sangue. Shiva giace sotto di Lei, che gli sta sopra con un piede sul petto. È molto feroce. Il suo tempio si trova a Kolkata a Kalighat. Il nome di Kolkata era in origine Kalit kata, il luogo di Kali.
Kali è un simbolo dell’inconscio umano. È la manifestazione inferiore dell’inconscio, che è feroce; la manifestazione più elevata è simboleggiata da Durga. Il colore dell’inconscio è nero o grigio fu-mo. Lei è assetata di sangue, che rappresenta la kundalini che si ri-sveglia. La sua lingua penzolante di color rosso sangue sta a signifi-care rajo guna il cui movimento circolare dà impeto a tutte le attivi-tà creative. Con questo specifico gesto esorta i sadhaka a controllare il loro rajo guna. Le sei mani di Kali simboleggiano o rappresentano i sei chakra.
La spada sacrificale e le teste troncate sono simboli della dissolu-zione. L’oscurità e la morte non sono assolutamente la mera assenza di luce e di vita, piuttosto ne sono l’origine. La spada rappresenta il supremo vairagya con cui taglia via la testa. Vairagya è l’assoluto distacco della personalità. La testa simboleggia la presente reincarnazione. La scodella piena di sangue nella sua mano è il karma di questa nascita. Il sadhaka venera il potere cosmico nella sua forma femminile in quanto essa rappresenta l’aspetto cinetico, mentre quello maschile è l’aspetto statico che si attiva solo tramite la sua energia.
Secondo la filosofia yoga Kali, la prima manifestazione della kundalini inconscia, è un potere terribile che assoggetta completa-mente l’anima individuale, e questo è rappresentato dal suo stare in piedi su Shiva. Talvolta, a causa di instabilità mentale, le persone vengono in contatto col loro inconscio e vedono cose feroci, spettri, mostri, ecc. perciò si dice che l’inconscio è pieno di elementi o tendenze infausti. Quando Kali, il potere dell’inconscio, si risveglia, sale ad incontrare la sua successiva manifestazione, che è Durga, il superconscio, che concede gloria e bellezza.
Sotto al piede di Kali giace il corpo di Shiva, che si ritiene essere la sua controparte maschile. Shiva rappresenta la coscienza e, quando avviene il risveglio della kundalini, la coscienza è soppressa. Secondo la mitologia, ogni essere umano è una combinazione di maschile e femminile. Il lato destro è l’aspetto maschile e il sinistro è l’aspetto femminile. Il lato destro è noto come Shiva e il sinistro come Shakti. Questo è precisamente il concetto del sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Kali sta con un piede sul corpo di Shiva che giace completamente indifeso sotto di lei, che gli danza sopra.
Si dice che la kundalini dovrebbe essere risvegliata in presenza di un guru, altrimenti le manifestazioni dell’inconscio, come Kali, pos-sono distruggervi. Si afferma anche, nelle antiche scritture che si riferiscono alla kundalini, che quando questo potere serpentino si solleva con la sua bocca assetata, beve il sangue con cui i diversi corpi o incarnazioni sono stati alimentati. Perché seguitiamo a rinascere? Perché abbiamo abbastanza materia per nascere. Quelli che percorrono il cammino del kundalini yoga devono fare esperienza della kundalini sotto forma di un serpente, ma anche coloro che semplicemente adorano Kali seguono il cammino del kundalini yoga, senza sapere che via stanno percorrendo.
La ghirlanda di teschi intorno al collo di Kali rappresenta le me-morie di diverse nascite umane, tutte simboleggiate nei diversi chakra del nostro sistema. Quando l’inconscio sale fino a vishuddhi, una persona anziana sembra un ragazzo o una ragazza. Fra questi chakra ci sono molte altre realizzazioni. Molte persone che sviluppano il potere dell’inconscio lo perdono, a volte perché fanno uso di quel potere e quindi esso recede al suo stato originario. È per questo che gli stati psichici sono mutevoli, fino a quando il potere dell’inconscio non raggiunge lo stato più elevato, sahasrara. Dopo di ciò, rimane sempre costante.
Quando l’inconscio raggiunge agya chakra, uno diventa il conoscitore di passato e futuro; gli si dischiudono le dimensioni del tempo, del puro dhyana. È una tappa spirituale; non c’è nessuna manifestazione psichica o occulta. Quando l’inconscio raggiunge sahasrara, le facoltà sviluppate rimangono per tutta la vita. Non vi sono più crescita e calo, flusso e riflusso; tutto è fisso e stabile. Allora uno è un siddha o uno yogi. Si dice che quando il potere dell’inconscio si unisce col supremo Shiva in sahasrara, il sadhaka diventa libero dalla schiavitù della mente, gode di suprema beatitudine e comprende la reale natura del mondo. Tutti i poteri gli si presentano e uno li può manifestare a volontà, ma non lo farà mai. Uno è nel mondo, consapevole di esso, ma non è del mondo.
Il risveglio di Kali è stato descritto molto dettagliatamente nella mitologia. Si dice che, quando Kali si erge rossa di collera, tutti gli dei e i demoni sono tramortiti e nessuno parla. Non sanno che cosa stia per fare. Questo è il racconto mitologico e quindi possiamo interpretarlo di conseguenza. Poi essi chiedono a Shiva di calmare Kali, ma Kali ruggisce ferocemente, atterrandolo e stando con un piede sul suo petto, con la bocca spalancata, bramosa di carne e sangue. Allora i deva recitano le preghiere per placare Kali. Le dicono: “Tu sei la creatrice suprema; tu sei la controparte di Brahman, l’essere supremo. Grazie a te ogni cosa nella natura compie la sua opera. Grazie a te il signore supremo ha creato e mantiene tutto ciò che esiste. Tu sei la distruttrice di questo universo. Alla fine tutto quanto è in questo mondo si dissolve in Te”.
Dopo molte preghiere del genere Kali, il feroce inconscio, diventa calma, quieta e pacifica. Allora emerge Durga, l’inconscio benevolo. Questa è la liberazione di energia da muladhara. Kali è l’energia primaria, potenziale, rappresentata da muladhara. L’idea di Kali, Durga e delle altre divinità femminili esercita la più grande influenza sul corpo psichico e sulla mente, e questa è una ragione per cui l’adorazione di Kali prevale ancora in India.

Shanti Mantra Vedici

Om namo brahmadibhio brahmavidya sampradaya kartribhio vansha ri-shibhio namo gurubhyaha. Narayanam padmabhavam vashishtham shaktim cha tatputra parasharam cha.
Vyasam shukam gaudapadam mahantam govinda yogindra-mathasya shishyam.
Shri shankaracharyamathasya padmapadam cha hastama-lakam cha shishyam.
Tam trotakam vartikakaramanyam asmat gurun santata-manatosmi. Shruti smriti purananamalayam karunalayam. Namami bhagavatpadam shankaram lokashankaram. Shankaram shankaracharyam keshavam badarayanam.
Sutra bhashya kritau vande bagavantau punah punaha.
Ishwaro gururatmeti murtibheda vibhagine.
Vyomavad vyapta dehaya shri dakshinamurtaye namaha.
Yasya deve parabhaktihi yatha deve tatha gurau.
Tasyaite kathita hyartha prakashante mahatmanaha.
Om shanti shanti shanti.

Om sham no mitraha sham varunaha.
Sham no bhavatvaryamaha. Sham na indro brihaspatihi.
Sham no vishnu rurukramaha. Namo brahmane. Namaste vayo. Twameva pratyaksham brahmasi.
Twameva pratyaksham brahma vadishyami.
Ritam vadishyami. Satyam vadishyami.
Tanmamavatu. Tadvaktaramavatu.
Avatu mam. Avatu vaktaram.
Om shanti shanti shanti.

Om yashchhandasmrishabho vishwarupaha.
Chhandobhyodhyamritat sambabhuva.
Samendro medhaya sprinotu.
Amritasya deva dharano bhuyasam.
Shariram me vicharshanam. Jihwa me madhumattama.
Karnabhyam bhuri vishruvam.
Brahmanah koshosi medhaya pihitaha.
Shrutam me gopaya.
Om shanti shanti shanti

Yoga Sutra di Patanjali

Tratto da: Sw. Satyananda Saraswati, “Four Chapters on Freedom – Commentary on Yoga Sutras of Patanjali”, Edizioni Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India.

II Capitolo: Sadhana Pada

Sutra 29: Le otto parti della disciplina yoga

Yamaniyamasanapranayamapratyaharadharana
dhyanasamadhayo’astavangani

Yama: autocontrollo; niyama: regole fisse; asana: posture; pranaya-ma: il controllo del respiro; pratyahara: il ritiro dei sensi; dharana: la concentrazione; dhyana: la meditazione; samadhi: samadhi; ashta: otto; angani: parti

L’autocontrollo, le regole fisse, le posizioni, il controllo del respiro, il ritiro dei sensi, la concentrazione, la meditazione e il samadhi co-stituiscono le otto parti della disciplina yoga

Questo sutra apre il tema del raja yoga. Di solito si pensa che lo yoga sia meditazione, ma in verità esso comporta un vasto insieme di discipline, condizionamento e purificazione dell’apparato mentale. Il raja yoga di Patanjali si divide in otto stadi, e queste otto parti sono interdipendenti e di uguale valore. Yama, niyama, asana, pranayama e pratyahara formano l’aspetto esteriore, bahiranga o yoga exoterico. Dharana, dhyana e samadhi formano l’aspetto esoterico, antaranga yoga.
È interessante notare che tutto l’area dello yoga si divide in due: bahiranga e antaranga. Bahiranga indica lo yoga che è praticato sulla base degli oggetti esterni in relazione al corpo, alla società e a tanti altri fattori che sono al di fuori di noi. Yama, niyama, asana, prana-yama e pratyahara costituiscono il bahiranga yoga. Dharana, dhyana e samadhi costituiscono lo yoga esoterico, perché attraverso queste pratiche passate da un metodo oggettivo di contemplazione ad uno soggettivo.
I mezzi interni ed esterni sono interdipendenti. Solo ad alcuni es-seri, dotati dalla nascita di samskara eccezionali, è possibile praticare direttamente la meditazione senza passare attraverso gli stadi iniziali di yama e niyama. La maggior parte di noi deve avanzare passo passo, cominciando da yama e niyama, perché, in una vita che manchi di regole e discipline, si corre il rischio di un’esplosione inconscia che potrebbe dare origine ad uno sbandamento mentale. Qualche volta esplosioni di questo tipo avvengono nel corso della meditazione e provocano a loro volta perturbazioni dovute a queste impurità. Questa è una delle principali cause di insuccesso nella meditazione.
La meditazione non deve essere praticata in fretta. La fretta deve essere bandita. Ogni stadio del raja yoga prepara a quello superiore e successivo, di conseguenza tutte queste parti sono interdipendenti. I confini non possono essere conosciuti prima; essi possono essere conosciute attraverso l’esperienza. È un sistema completo che aiuta il ricercatore a salire; la divisione in otto stadi è fatta per mantenerlo in allerta. Yama e niyama sono di natura universale poiché sono rispettati ovunque.
Il modo più saggio per il ricercatore dovrebbe consistere nel pra-ticare tutti questi stadi il più lentamente possibile, in modo che non vi sia una reazione a causa della repressione. La parte preliminare del raja yoga deve essere deve essere praticata insieme ad un gruppo con il quale l’aspirante deve vivere per un periodo di tempo.
Quando la mente è disciplinata nella sua totalità, si può tornare nella società e vivere con le persone. Ovunque la società ha sfruttato l’individuo cercando di distoglierlo dal suo fine spirituale. Di conse-guenza è bene che, per un certo periodo di tempo, l’intera struttura dell’aspirante possa essere preparata alla presenza di un guru.

Sutra 30: I cinque yama

Ahimsasatyasteyabrahmacharyaparigraha yamah

Ahimsa: la non violenza; satya: la verità; asteya: l’onestà; brahmacharya: l’astinenza sensuale; aparigraha: il non accumulare; yamah: l’autocontrollo
La non – violenza, la verità, l’onestà, l’astinenza sensuale e il non accumulare sono le cinque forme di autocontrollo

Questo sutra elenca gli yama che saranno discussi singolarmente nei sutra successivi, così non è necessario spiegarli qui.

Sutra 31: La grande disciplina

Jatideshakalasamayanavchchhinnah sarvabhauma mahavratam

Jãti: la classe di nascita; desha: il paese o il luogo; kala: il tempo; samaya: le circostanze; anavachchhinnah: incondizionato, illimi-tato; sarvabhauma: universale; mahavratam: la grande disciplina

Quando sono praticati universalmente, senza eccezioni dovute alla nascita, al luogo, al tempo e alle circostanze, essi (gli yama) diven-tano grandi discipline

Si osserva che luogo, tempo, nascita, ecc. creano degli impedimenti nella pratica degli yama. È difficile praticarli a causa dei limiti personali ma la loro pratica è raccomandata universalmente, senza eccezioni. Non dovrebbero esservi modificazioni dovute alla differenza di paese, nascita, tempo, luogo e circostanze.

Sutra 32: I cinque niyama

Shauchasantosatapahsvadhyayeshvara
pranidhanani niyamah

Shaucha: la pulizia; santosa: accontentarsi; tapah: tapas, austerità; svadhyaya: studio di sé; ishvara pranidhanani: abbandono a Dio; niyamah: le regole fisse

La pulizia, l’accontentarsi, l’austerità, lo studio di sé e l’abbandono a Dio sono le osservanze fisse

Sutra 33: Come eliminare i turbamenti

Vitarkabadhane pratipakshabhavanam

Vitarka: passioni; badhane: sul turbamento; pratipaksha: l’opposto; bhavanam: riflettere su

Quando la mente è disturbata dalle passioni, si dovrebbe praticare la riflessione sui loro opposti

Durante la pratica di yama e niyama, le passioni peggiori sorgono a causa delle vecchie abitudini, delle tendenze negative, ecc. e creano disturbo. Con la loro soppressione non si giungerà a nulla. La miglior cosa da fare è riflettere sulle tendenze opposte. Così l’odio può essere superato con l’amore perché sono l’opposto l’uno dell’altro. Così quando c’è vitarka, o turbamento causato da pensieri negativi, gli studenti dovrebbero praticare pratipaksha bhavana. Per esempio, se si sta cercando di essere onesti, e nel frattempo si vede che la gente disonesta ha successo nella vita mentre le persone oneste hanno degli insuccessi, questo può generare il pensiero negativo che si dovrebbe essere disonesti. Questo è vitarka: l’aspetto negativo dell’argomento. Quando la mente propone questo aspetto negativo, l’aspirante prova un vero turbamento che lo potrà fare incespicare. In questa situazione, l’opposto della disonestà, ossia l’onestà, dovrà essere coltivata con la riflessione.
Quando si presenta il pensiero che l’onestà non paga e che nessu-no si interessa ad una persona onesta, bisognerebbe essere pronti con l’argomento inverso, ossia che è solo attraverso l’onestà che una persona può avere successo nel cammino spirituale. Questo è chiamato pratipaksha bhavana.

Sutra 34: Il loro grado e natura

Vitarka himsadayah kritakaritarnumodita lobhakrodhamohapûrvaka
mridumadhyadhimatra duhkhajñananantaphala iti pratipakshabhavanam

Vitarka: passioni negative; himsadayah: la violenza e altre; krita: fatto per se stesso; karita: attraverso gli altri; anumodita: approvato; lobha: l’invidia; krodha: la collera; moha: la confusione; purvaka: preceduto da; mridu: dolce; madhya: mezzo; adhimatra: intenso; duhkha: sofferenza; ajñana: l’ignoranza; ananta: l’infinito; phalah: risultati; iti: come questo; pratipaksa: opposto; bhavanam: il pen-siero

Il richiamare pensieri negativi come la violenza, che sia compiuta personalmente, da altri o che sia approvata, è causato dall’invidia, dalla rabbia e dalla confusione. Essi possono essere deboli, medi o intensi. Pratipaksha bhavana consiste nel pensare che questi pensieri negativi causano infinito dolore e ignoranza.

Qualche volta l’individuo non pratica la violenza da se stesso, ma può farla compiere da altri, o può tollerare che possa essere compiuta da altri. Nello yoga questo deve essere evitato perché si è responsabili degli atti di violenza anche quando si tollerano o si fanno commettere da altri. Questo si applica anche agli altri vitarka, come la falsità, il furto e così via.
Qualche volta questi vitarka sono causati dall’invidia, dalla collera o dalla confusione, ma devono essere tutti evitati. I vitarka possono essere deboli, medi o intensi, ma bisogna cancellarli senza tenere conto della loro causa, della loro intensità e del loro effetto. Tutte queste passioni negative alla fine generano due cose, ossia il dolore e l’ignoranza. Quando si comprende e si riflette su questa condizione durante lo stato negativo della mente, questo diviene pratipaksha bhavana. Si può aver voglia di mangiare o bere sostanze proibite, ma se comprendiamo che ci faranno male, allora questo diviene pratipaksha bhavana. Quando si sviluppa questa attitudine, la mente supera le passioni negative generando un complesso positivo e l’aspirante può seguire il cammino spirituale di yama e niyama senza difficoltà.

Kundalini e il Cervello

Tratto da: Sw. Satyananda Saraswati, “Kundalini Tantra”, Edizioni Satyananda Ashram Italia.

Il risveglio della kundalini e la sua unione con Shiva sono immedia-tamente e intimamente connessi con tutto il cervello. Il cervello ha dieci sezioni delle quali nove sono dormienti e una attiva. Qualsiasi cosa sappiate, pensiate o facciate viene da un decimo del cervello. Gli altri nove decimi, che stanno nella zona frontale del cervello, sono conosciuti come il cervello inattivo o dormiente. Perché queste aree sono inattive? Perché non c’è energia. La parte attiva del cervello funziona grazie all’energia di ida e pingala, ma gli altri nove decimi la ricevono solo da pingala. Pingala è la vitalità e ida la coscienza. Se un uomo è vivo ma è incapace di pensare, diciamo che ha prana shakti ma non manas shakti. Similmente, le parti silenti del cervello hanno prana ma non coscienza.
Così si pone un quesito molto difficile: come risvegliare le aree dormienti del cervello? Sappiamo come risvegliare la paura, l’ansia e la passione, ma la maggior parte di noi non sa come risvegliare queste aree dormienti del cervello. Per risvegliare le aree silenti dobbiamo caricare la parte frontale del cervello con sufficiente prana e dobbiamo risvegliare sushumna nadi. Per entrambi questi scopi dobbiamo praticare regolarmente e costantemente pranayama per un lungo periodo di tempo.

Illuminare il cervello

Nel kundalini yoga si è scoperto che le diverse parti del cervello sono connesse con i chakra. Alcune aree sono collegate con muladhara chakra, altre con swadhisthana, manipura, anahata, vishuddhi e agya. Quando volete accendere una lampadina, non dovete intervenire direttamente sulla lampadina, ma la fate funzionare per mezzo dell’interruttore sulla parete. Allo stesso modo, quando volete risvegliare il cervello, non potete operare direttamente su di esso, ma dovete intervenire sugli interruttori che sono situati nei chakra.
La scienza moderna suddivide le aree dormienti del cervello in dieci zone, mentre in kundalini yoga vengono suddivise in sei. Le qualità o manifestazioni del cervello hanno anche sei aspetti, per esempio i poteri psichici. Questi si manifestano nei singoli individui secondo il grado di risveglio nelle corrispondenti aree del cervello. Non tutti sono chiaroveggenti o telepatici, solo alcune persone sono musicisti di talento. Tutti possono cantare, ma esiste un centro nel cervello dove si manifesta la musica trascendentale.
Risveglio totale e parziale

Un genio è colui che è riuscito a risvegliare una o più delle aree dor-mienti del cervello. Quelle persone che hanno un lampo di genio so-no coloro che hanno un momentaneo risveglio in particolari circuiti del cervello. Ma non è un risveglio totale. Quando il cervello intero si risveglia, diventate un piccolo dio, un’incarnazione della divinità. Vi sono differenti tipi di geni: bambini prodigio, poeti ispirati, musicisti, inventori, profeti ecc. In queste persone è avvenuto un risveglio parziale.

Sahasrara è la sede reale della kundalini

Sebbene le descrizioni classiche sottolineino con grande enfasi il ri-sveglio della kundalini in muladhara chakra, è diffuso il concetto errato secondo cui la kundalini debba essere lì risvegliata e poi debba essere fatta salire attraverso i chakra risvegliandoli a turno. In realtà, la sede della kundalini è sahasrara. Muladhara è solo un centro o un interruttore di manipolazione come gli altri chakra, anche se in genere, per la maggior parte delle persone, risulta più facile operare su di esso.
Ciascun chakra è indipendente, non sono collegati uno all’altro. Questo significa che se la kundalini shakti si risveglia in muladhara, va direttamente in sahasrara, in un centro particolare del cervello. Allo stesso modo, da swadhisthana la shakti passa direttamente a sahasrara, da manipura va direttamente a sahasrara e così via. La kundalini può essere risvegliata in un singolo chakra o può essere risvegliata contemporaneamente nell’intera rete di chakra. Da ciascun chakra l’impulso elettrico del risveglio sale fino a sahasrara. Però il risveglio non è sostenuto e quei centri del cervello ritornano ad essere silenti. Questo è quello che si definisce il ritorno della kundalini in muladhara.
Se la kundalini si risveglia in un singolo chakra, verranno portate alla coscienza le esperienze tipiche di quel chakra. Questo può avve-nire anche quando si fanno le pratiche relative ad un singolo chakra. Per esempio, le pratiche per swadhisthana faranno aumentare la gioia; quelle per manipura la sicurezza in se stessi; la stimolazione di anahata farà espandere l’amore; le pratiche per vishuddhi risveglieranno la discriminazione e la saggezza; le pratiche per agya faranno aumentare il flusso dell’intuizione, della conoscenza e forse anche delle capacità extrasensoriali e così via.
Se il sistema nervoso è stimolato intensamente, si possono manifestare altre facoltà in seguito al risveglio generale del cervello. Questo probabilmente è il risultato della stimolazione di un’area della terminazione inferiore del cervello chiamata formazione reticolare. La funzione di quest’area è di risvegliare l’intero cervello o di rilassarlo, come nel sonno. La struttura reticolare e le aree ad essa collegate hanno un ritmo inerente responsabile dei nostri cicli di sonno/veglia, ma sono anche in gran parte attivate sia dalle sensazioni provenienti dall’esterno come la luce, i suoni, il tatto ecc., che da quelle provenienti dall’interno attraverso il sistema nervoso autonomo. È quest’ultimo che sembra essere responsabile del risveglio generale provocato dalle pratiche di kundalini yoga e da altre potenti pratiche yogiche come kumbhaka, o ritenzione del respiro.

Kundalini: energia o messaggi nervosi?

Vi è un gran numero di correnti di pensiero che si occupano di cosa sia effettivamente la kundalini. Molti yogi affermano che la kunda-lini è un flusso di energia pranica attraverso un passaggio esoterico (sushumna) associato all’asse spinale. Essi considerano che sia parte del flusso di prana entro la rete energetica del corpo pranico e che non vi sia alcuna corrispondenza anatomica. Altri yogi mettono in relazione le loro percezioni della kundalini col flusso di messaggi attraverso le fibre nervose. Queste hanno origini nei circuiti dei plessi autonomi e salgono attraverso dei percorsi lungo il midollo spinale fino a ben definiti centri anatomici del cervello.
Queste correnti di pensiero usano descrizioni differenti per comunicare l’esperienza della kundalini, ma tutte concordano sul fatto che l’esperienza della kundalini è un avvenimento totalmente psicofisiologico che ha il suo centro nel midollo spinale. All’interno del midollo spinale c’è un fluido molto importante, il liquido cerebrospinale. Quando, per mezzo di pratiche come pranayama, avviene il risveglio in muladhara, questo liquido viene fortemente stimolato. Non possiamo effettivamente dire cosa avvenga in esso perché nemmeno gli scienziati ne sono esattamente sicuri, ma studiando le esperienze del risveglio della kundalini, una cosa è evidente. Quando il liquido cerebrospinale si muove attraverso la colonna vertebrale, modifica le fasi della coscienza e questo è un processo importantissimo per quanto riguarda l’evoluzione.
È chitta o coscienza che sottostà ad un processo evolutivo nell’uomo. Chitta non ha un posto ben definito nel corpo, è di natura psicologica, ma è controllata dalle informazioni che le vengono tra-smesse attraverso gli indriya o sensi. Mentre chitta è continuamente raggiunta dalle informazioni, la sua evoluzione è bloccata, ma se si impedisce il passaggio delle informazioni dagli indriya, chitta evolverà molto rapidamente. Se isolate chitta dalle informazioni che sono trasmesse attraverso gli occhi, il naso, le orecchie, la pelle e la lingua, allora è costretta a fare esperienza di uno stato di indipendenza.
Quando il liquido cerebrospinale è influenzato durante il prana-yama, i sensi si affievoliscono e i messaggi giungono a chitta molto lentamente. A volte, quando il liquido cerebrospinale è sotto forte stimolazione, tutti gli impulsi sensoriali sono sospesi e all’interno di chitta si verificano delle esperienze.
A volte queste esperienze sono fantastiche, vi può capitare di ve-dere della luce, sentire la terra intera tremare o percepire il vostro corpo leggero come un batuffolo di cotone. Queste ed altre sono esperienze che appartengono a chitta come conseguenza delle reazioni del liquido cerebrospinale.
Itzhak Bentov, scienziato di fama mondiale, sostenne la teoria se-condo la quale la kundalini è un effetto della rotazione di impulsi nervosi attorno alla corteccia cerebrale durante la meditazione. Egli sostenne che ciò è causato dalle onde ritmiche di pressione risultanti dall’interazione del battito cardiaco, della respirazione e del liquido all’interno della scatola cranica, che provocano in tal modo un’oscillazione del cervello verso l’alto e verso il basso, stimolando in esso particolari correnti nervose.

Aprire il deposito della coscienza cosmica

Sebbene esistano varie opinioni sulla kundalini, una cosa è certa: la kundalini ha il potere di attivare la coscienza umana in modo tale che la persona possa sviluppare le sue qualità migliori, possa entrare in un più intimo contatto con la propria natura e diventare consapevole del suo essere uno con l’intero universo.
Tutti i grandi miracoli del passato lontano e recente e quelli che verranno, sono originati da quello che è conosciuto come deposito della coscienza cosmica, l’uovo dorato, il grembo dorato, l’hiranyagarbha nascosto dentro la struttura del cervello umano. Questo centro particolare che si trova in noi non è addormentato o inattivo, ma è allo stato inconscio, solo perché non ne siamo consapevoli. Ciò che giunse come una rivelazione agli antichi rishi, a Newton e ad Einstein e a molti altri grandi veggenti, esiste anche in ognuno di noi, ma a loro emerse sul piano cosciente, mentre a noi questo non succede. Questa è la sola differenza tra l’artista ispirato e l’uomo comune.
Lo scopo del kundalini yoga non è tanto quello di risvegliare il potere dell’uomo, ma piuttosto di portare tale potere alla dimensione terrena o portare il potere inconscio o della coscienza superiore allo stato di coscienza normale. Non abbiamo bisogno di risvegliare la coscienza, perché essa è sempre vigile. Dobbiamo solo ottenere il controllo completo sulle nostre forze consce superiori. Attraverso il kundalini yoga stiamo cercando di attivare i centri da muladhara ad agya, in modo che la conoscenza superiore ci venga gradualmente rivelata.
Oggi l’uomo è arrivato a dominare il mondo della materia, l’energia di prakriti, ed ha scoperto i misteri della natura.
Ora, attraverso il processo della kundalini, l’uomo dovrebbe divenire padrone della dimensione spirituale.

PREPARARSI AL RISVEGLIO

Senza un guru potete praticare qualsiasi forma di yoga, ma non kun-dalini yoga. Questo è un sistema estremamente potente. Kundalini yoga non comincia all’improvviso o a sbalzi. Non dovete imporvi alcun cambiamento sostanziale nel vostro stile di vita, ma dovete cominciare a praticare. Non cominciate con le pratiche avanzate; per un certo periodo di tempo dovete allenare e preparare il corpo fisico, poi passate alla mente e gradualmente esplorate le dimensioni più profonde. Prima di cominciare le pratiche che portano al reale risveglio della kundalini, dovete prepararvi un gradino alla volta a livello fisico, mentale ed emozionale. Se siete pazienti e vi preparate correttamente, il risveglio della kundalini si realizzerà sicuramente.
Una preparazione adeguata è necessaria per garantirvi la forza di sopportare l’impatto con il risveglio totale dell’enorme forza poten-ziale dentro di voi. La maggior parte di noi non ha nemmeno il controllo sulle proprie manifestazioni fisiche e sul comportamento. Supponiamo che vi venga iniettato un sonnifero, di certo vi sentirete ubriachi dal sonno, che lo vogliate o no. Questo perché non avete controllo sui processi e le azioni del cervello e non sapete come controllare il sonno. Allo stesso modo, se avete mal di testa, non vi è possibile esercitare alcun controllo su di esso. Quando le manifestazioni fisiche come il sonno o il dolore non sono sotto il vostro controllo, cosa succederebbe se altri tipi di fenomeni cominciassero a verificarsi nel vostro cervello? Non potreste controllarli. Quindi, prima che la kundalini si risvegli, è importante avere la capacità di controllare la mente.
Se riuscite a mantenere la mente equilibrata di fronte a conflitti mentali ed emozionali e riuscite a resistere alla rabbia, all’ansia, all’amore e alla passione, alla delusione, alla gelosia, all’odio, alle memorie del passato, alle sofferenze e ai dolori, allora siete pronti per il risveglio. Se riuscite a provare ancora gioia quando il destino sembra essere pesantemente contro di voi, siete un degno aspirante del kundalini yoga. Prima di mettere in funzione un generatore da cinque megawatt, dovete avere a disposizione una fabbrica per utilizzare quell’energia. Allo stesso modo, prima che kundalini shakti venga risvegliata, dovete riuscire a fondervi con lo spirito superiore e dovete sapere come utilizzare l’energia creativa della kundalini. Perciò, se desiderate seguire il sentiero del kundalini yoga, è assolutamente essenziale avere un guru con il quale vi sentiate in intimità. Molte persone dicono che il guru si trova dentro, ma sono poi in grado di comunicare con lui, capirlo e seguire le sue complesse istruzioni? Se è così, allora è possibile procedere con la propria guida interiore, ma poche persone hanno un rapporto simile con il guru interiore. Prima hanno bisogno di un guru esteriore. Egli le metterà in contatto con il guru interiore. Se avete un guru, egli vi aiuterà a preparare il risveglio della kundalini, sarà a disposizione se avete bisogno di consigli e vi aiuterà attraverso la crisi del risveglio.
Di solito, proprio perché siamo persone che hanno un atteggia-mento mentale religioso, il rapporto con il nostro guru è basato su una sorta di formalità. Per noi, lui è una persona degna di venerazio-ne, rispettabile, superiore e suprema, ma al momento del risveglio tutte queste nostre considerazioni per il guru vanno messe da parte. In quel momento voi dovete maturare un atteggiamento più intimo, come se il vostro rapporto fosse basato sull’amore, non solo sulla devozione e venerazione. Quando servite vostra madre è con amore e non con rispetto e venerazione che lo fate. Con la stessa attitudine dovreste servire il vostro guru, allora la sua influenza diretta sarà su di voi. E poi, se vi è agitazione in qualche chakra, la relazione con il guru riuscirà ad equilibrarla.
Il rapporto tra guru e discepolo è il più intimo dei rapporti; non è né un rapporto di tipo religioso, né di tipo legale. Il guru e il suo di-scepolo vivono come un oggetto e la sua ombra. Il guru è la cosa mi-gliore nella vita spirituale e se avete un guru siete davvero molto fortunati. Comunque, a volte è difficile trovare un guru. Se non ne avete uno, potete cercare di coltivarne l’immagine mentale, tentare di sentire la sua guida e continuare a praticare fiduciosamente. Di certo avrete successo.

Il fattore tempo

La preparazione non è lavoro di una vita soltanto. L’uomo lotta per evolversi spiritualmente vita dopo vita. Infatti il corpo ci viene dato solo a questo scopo. Per mangiare, dormire e accoppiarsi non è ne-cessario avere un corpo umano, perciò negli stadi inferiori della no-stra evoluzione avevamo un corpo animale. Comunque, anche con questo corpo umano, abbiamo ancora un animale in noi, ecco il per-ché di questi bisogni. Accettiamoli pure, ma ricordiamoci che non abbiamo questo corpo solo per soddisfarli. La coscienza è il punto più importante di questo corpo umano. L’uomo è conscio della pro-pria consapevolezza, e non solo pensa, ma sa che sta pensando. L’evoluzione di questa consapevolezza è proseguita vita dopo vita. E quello che avete praticato per la vostra evoluzione spirituale negli ultimi cinque o dieci anni, va a sommarsi a quello che già avevate fatto.
Supponiamo che i vostri figli frequentino le classi elementari e che voi siate trasferiti in un’altra città. Da che punto cominceranno la scuola nella nuova città? Un’altra volta dalla prima classe? No, dalla classe che frequentavano. Lo stesso avviene con la reincarnazione. Ecco perché, anche se avete sorelle e fratelli nati dalla stessa madre e dallo stesso padre, sono diversi da voi. Nelle incarnazioni precedenti le vostre preferenze erano differenti dalle loro. Forse, dopo qualche incarnazione, anche loro si troveranno allo stesso punto in cui vi trovate voi adesso. Così non si può dire quanto tempo richieda la preparazione, perché questa vita è solo una pietra miliare e ve ne siete lasciate dietro molte e molte ormai.
Comunque, se desiderate intensamente risvegliare la kundalini e i chakra, non dovreste avere alcuna fretta. Dedicate dodici anni della vostra vita a questo scopo. Ciò non significa che il risveglio non possa realizzarsi in uno, due o tre anni, potrebbe anche essere. Il risveglio totale può avvenire anche nel giro di un mese, o il guru può darvi il risveglio in un giorno, ma poi voi non sareste in grado di mantenerlo e di sostenerlo. Quando una persona possiede una mente debole, che non può sostenere nemmeno un po’ di felicità o di eccitazione, la morte del consorte o la separazione dall’amato, come può sopportare la forza tremenda della kundalini risvegliata? Perciò i dodici anni non sono il tempo necessario al risveglio in se stesso, bensì alla preparazione, in modo che possiate mantenerlo e sopportarlo.

Da dove cominciare

Le pratiche del kundalini yoga hanno lo scopo di creare consapevo-lezza, non necessariamente di risvegliare la kundalini. Prima di tutto dobbiamo decidere se la kundalini è già risvegliata. Potrebbe già es-sere sul punto di esserlo, e se aprite il garage e non ci trovate nes-suna macchina è perché ormai è già in autostrada. Quando andate al sat- sang, fate dei kirtan o conducete uno stile di vita yogico, cominciate ad avere delle esperienze e vi rendete conto che vi sta accadendo qualcosa. Allora, se esaminate l’argomento chakra e kundalini con un guru, cominciate a comprendere.
Le pratiche che fate sviluppano la vostra consapevolezza e vi aiu-tano a ricordare il legame con la vostra precedente evoluzione. Le pratiche rimuovono il velo che separa l’attuale incarnazione dalla precedente. Ve ne darò un esempio alquanto grossolano.
C’era un ragazzo che era l’unico figlio di un uomo ricco. Il ragaz-zo impazzì e fu mandato al manicomio. Ma egli scappò e si mise ad elemosinare cibo di porta in porta. Non sapeva che i suoi genitori erano morti e che lui nel frattempo aveva ereditato una vasta proprietà, auto, negozi e un sacco di soldi depositati in conti bloccati. Un giorno suo zio lo ritrovò e gli fece avere tutto quello che gli spettava. Il ragazzo guarì dalla malattia mentale e si ricordò ogni cosa che riguardava l’eredità. Il processo del ricordare avviene in un modo assai simile e quando inizia, sapete esattamente a che punto vi trovate. Così le pratiche sono necessarie per rimuovere quel velo che è calato davanti alla coscienza e che separa le due vite. Una volta che sapete che la vostra kundalini si trova già nel processo di transizione, allora le pratiche non sono di grande utilità. Se praticate è perché vi siete costretti e se non praticate è perché non siete costretti a farlo. Durante il periodo di transizione della kundalini non sono le pratiche ad essere inutili, ma inutile è lo sforzo che fate per praticare. Tuttavia, se non c’è alcun risveglio, se la kundalini è in muladhara o swadhisthana o tra i due, allora è il momento giusto per le pratiche che sono esposte nei libri.
È molto importante che sushumna venga risvegliata prima della kundalini. Questo punto essenziale non è stato sottolineato chiara-mente in nessun libro, ma Swami Shivananda lo suggerì nei suoi scritti. Se sushumna non è aperta, dove va la shakti? Passerà attraverso ida o pingala creando delle complicazioni.
Dovete anche provvedere a purificare i tattwa o elementi, e a purificare i chakra e le nadi, altrimenti, quando la kundalini si risveglia, ci sarà una specie di ingorgo. Asana, pranayama e gli shatkarma dell’hatha yoga ci forniscono i mezzi migliori per la purificazione. Surya namaskara e surya bheda pranayama purificano pingala nadi e gli shatkarma e pranayama purificheranno e risveglieranno sushumna. Ci sono asana specifiche che sono molto importanti per purificare le nadi e indurre un leggero risveglio nei chakra. Quindi cominciate con la purificazione dei tattwa attraverso le tecniche di purificazione dell’hatha yoga. Poi iniziate a praticare le asana e quindi pranayama. Successivamente potete praticare mudra e bandha e infine cominciare con il kriya yoga.

Il risveglio prima della preparazione

Se le esperienze iniziano prima che siate ben preparati, dovreste de-dicarvi immediatamente alla preparazione. La prima cosa da fare è digiunare, oppure passare ad una dieta leggera. Dovreste anche vive-re tranquillamente, evitando le relazioni sociali e la lettura di libri e giornali. Certamente in questo periodo dovete evitare di prendere droghe e medicine e dovreste fare molta attenzione a non introdurre prodotti chimici nel corpo.
Se riducete al minimo i rapporti col mondo esterno, le esperienze cesseranno dopo cinque o sei giorni e potrete allora riprendere la vo-stra vita normale. Dopo dovreste cercare qualcuno che vi possa dare un’ulteriore guida.

Andate in un ashram

Quando sentite che la kundalini si sta risvegliando, appena potete dovreste ritirarvi in un luogo adatto. Per quanto ne sappia, l’unico posto congeniale è un ashram, dove potete stare con un guru e con persone che hanno un atteggiamento mentale come il vostro. Un ashram è una comunità dove i residenti hanno molto lavoro, nessun legame, nessun odio o pregiudizio, conducono una vita semplice, con poco da mangiare, niente comodità o lussi, solo il puro essenziale. In un ashram non ci sono aspettative sociali da parte degli altri o pressioni, non c’è moda, nulla è messo in mostra e non ci sono conversazioni inutili e pettegolezzi. Le persone non interferiscono una con l’altra.
Se vivete in un ashram, il risveglio della kundalini può procedere in modo lineare e se per caso capita una crisi mentale, potete fare la vostra esperienza in piena libertà. Se non volete mangiare, va bene, se non potete dormire e volete invece starvene seduti, va bene; se avete problemi emozionali oppure non provate alcuna emozione, gli altri vi capiranno e vi lasceranno in pace.
Se vivete in famiglia durante il periodo critico, può anche accadere che vi spediscano all’ospedale psichiatrico. Se non avete voglia di mangiare diranno: “Non mangi oggi?” E quando si accorgeranno che non avete mangiato per alcuni giorni, diranno: “Tu hai qualcosa che non va.” E cercheranno di trascinarvi da un medico. Oppure, se siete sposati e il vostro comportamento sembra un poco strano, forse il vostro partner potrebbe chiedere il divorzio. Allora è molto meglio andarsene via. Ecco perché ci sono così tanti monasteri ed ashram in tutto il mondo.

Cosa praticare nell’ashram

Nell’ashram dovreste praticare la purificazione del corpo fisico per mezzo degli shatkarma, per equilibrare gli acidi, i gas e il muco nel corpo. La purificazione fisica e mentale avverrà anche a causa della dieta pura e semplice dell’ashram. Il corpo fisico deve essere tenuto molto leggero, reso sattvico e completamente privo di tossine.
Se siete di temperamento devozionale, passate il vostro tempo in preghiera o cantate kirtan e bhajan. Se siete un intellettuale, allora leggete libri, parlate il meno possibile, praticate hatha yoga e digiunate di tanto in tanto. Se siete una persona molto attiva, lavorate sodo e dedicatevi al karma yoga. È anche necessario perfezionare la posizione meditativa, perché dovete poter sedere comodamente in una di queste tre posizioni: siddhasana/siddha yoni asana, padmasana o vajrasana. La migliore e la più potente di tutte è siddhasana/siddha yoni asana.
Alcuni pensano che quando la kundalini sta salendo si dovrebbe praticare molta meditazione o pranayama in modo da farla salire di-ritta attraverso sushumna. Tuttavia ritengo che la meditazione non sia più necessaria, perché quando kundalini è nel processo di transizione, non c’è nulla che possiate fare con la mente. Se è tranquilla è tranquilla, e nulla la può disturbare. Se la vostra mente è agitata, non c’è niente che possiate fare, perché quello è l’effetto del risveglio della kundalini. Non è l’effetto della vostra pratica.
Durante l’ascesa della kundalini il movimento della coscienza è spontaneo, sia che si tratti di uno stato depressivo, di trance, di un’esperienza o una visione, di un sentimento o una sensazione nel corpo; non potete modificare niente. Tutto continuerà perché sono degli stati insopprimibili che si stanno evolvendo perché state attra-versando quello stadio particolare. Ma se vivete nell’ambiente favo-revole dell’ashram, assumete il cibo dell’ashram e partecipate alle attività di karma yoga, non vi saranno disturbi nella vostra esperienza.
Per quanto riguarda il pranayama o i kriya, quando l’esperienza si sta evolvendo, il pranayama avviene da sé e non dovete pensare a quello che dovete fare. A volte avviene kevala kumbhaka, oppure automaticamente iniziate a praticare bhastrika o ujjayi. Mula bandha o vajroli vengono da sé oppure cominciate a praticare asana sponta-neamente. Perciò non dovete preoccuparvi ma solo seguire il corso dell’esperienza e fare attenzione all’ambiente che vi circonda e al cibo e assicurarvi che nessuno vi disturbi.

Il ruolo del karma yoga

Il karma yoga rappresenta una parte molto importante della vita spirituale. Anche se praticate austerità o il mantra, usate erbe, fate pranayama, avete un’iniziazione tantrica od ottenete shaktipat, o anche siete nati con la kundalini risvegliata, se non seguite la via del karma yoga, prima o poi la vostra evoluzione subirà un ritardo.
Se avete un’ottima e robusta automobile, ma la strada è tutta una buca e piena di sassi, terriccio e fango, provate pure ad accelerare, e vedrete cosa accade. È molto importante che la mente sia preparata e che anche la personalità lo sia.
I samskara, sia positivi che negativi, devono essere esauriti; la consapevolezza deve essere estesa ad ogni livello; la dedizione o consacrazione devono divenire perfette; gli attaccamenti, le illusioni e le infatuazioni individuali, devono essere fermati, esaminati ed analizzati. Tutto questo non è possibile se non si fa karma yoga. Karma yoga non è direttamente responsabile del risveglio della kundalini, ma senza la sua pratica, la kundalini non può muoversi neanche di un centimetro. Perciò capite quanto sia importante il karma yoga nella vita di un discepolo. Dovete leggere molto a proposito del karma yoga nella Bhagavad Gita. Probabilmente quella è l’unica spiegazione filosofica e yogica del karma yoga.
Necessità della disciplina

Alcune persone che hanno risvegliato la kundalini, hanno un aspetto davvero poco normale e si comportano in modo strano. Sono molto disorganizzate, per niente sistematiche e completamente confuse e non si capisce che cosa stiano facendo. Perciò nello yoga è consigliato di disciplinarvi fin dall’inizio, così che quando la kundalini inizia a risvegliarsi, rimarrete disciplinati. Altrimenti potreste andare fuori, sulla strada e sdraiarvi dove vi capita.
A volte mi è capitato di sentirmi proprio così. Quando vivevo a Rishikesh col mio guru, avevo deciso di scendere al Gange ogni mattina e di attraversare a nuoto quell’acqua gelida per cinque volte. Un giorno Swami Shivananda mi chiamò e mi disse: “Hai intenzione di continuare le tue nuotate o devo cacciarti dall’ashram?” Questo mi fece ritornare in me.
La vita deve essere disciplinata, così quando la kundalini si risve-glia, rimanete lucidi. Dovete recarvi in ufficio, in banca, nei negozi e anche guidare l’automobile. Non tutti possono diventare swami o vivere in un ashram.

Raccomandazioni particolari

Se il risveglio della kundalini avviene alla nascita oppure con il pra-nayama, con un’iniziazione tantrica o con shaktipat, non dovete co-noscere nulla. In queste situazioni tutto avviene fuori dal vostro con-trollo, che le cose vadano diritte o storte, voi non potete farci nulla. Ma se il risveglio avviene con altri metodi, è necessario prendere al-cuni provvedimenti.
Ad eccezione del caso di iniziazione tantrica, negli altri casi l’attività sessuale deve essere tenuta sotto controllo. Il cibo dovrebbe essere puro, leggero e ridotto al minimo, bisogna avere un guru e ricercare la sua guida. È anche molto importante tenersi isolati dagli altri.
Spesso, quando la kundalini si risveglia in una persona, questa sviluppa un certo tipo di potere. Ad alcuni aspiranti può accadere di materializzare oggetti, acquisire facoltà di chiaroveggenza o leggere nella mente degli altri. E quando vi trovate in mezzo a molta gente, l’esercitare questi poteri diventa una grande tentazione. Questo può essere pericoloso. Ci possono essere persone a cui non disturba se leggete nella loro mente, altre la ritengono invece come una violazione della loro privacy e qualcuno potrebbe addirittura desiderare di uccidervi. Dovete sapere che la gente si spaventa davanti all’esibizione dei siddhi, per cui se si presenta una qualsiasi di queste manifestazioni psichiche, dovete tenerla sotto controllo con forza.
Conoscete il grande yogi tibetano Milarepa? Egli imparò alcune forme di magia e quando sviluppò dei poteri se ne servì per vendicarsi contro suo zio ed altri parenti. Creò tempeste di grandine e distrusse così interi raccolti, capanne ed anche delle vite, perché era un uomo normale, che aveva odio e amore, amici e nemici. Finché avete preferenze e antipatie, non dovrete venire a conoscenza dei poteri psichici che sono in voi. Milarepa dovette poi penare per le sue azioni malvagie e sopportare molte sofferenze per volere del suo guru.

Il risveglio per mezzo del mantra e la necessità di stare in ritiro

Quando il risveglio avviene per mezzo del mantra, dovete modifi-care la dieta ed astenervi dalle attività sessuali, non per sempre, ma per un periodo di tempo. Di quando in quando è utile anche stare in ritiro. Due volte all’anno è sufficiente. All’inizio cominciate con un giorno intero, poi aumentate a tre giorni e quando vi siete abituati, estendete fino a un massimo di nove giorni. Il ritiro è preferibile praticarlo quando non è né troppo caldo né troppo freddo.
Durante il primo giorno di ritiro, osservate il silenzio, assumete cibo leggero e in piccole dosi. Non cercate di meditare né di concen-trarvi. Dalla mattina alla sera, con solo qualche breve intervallo, praticate solamente il vostro mantra con un mala. Non fatelo con sforzo e con tensione, se sentite che divenite introversi, sospendete. Mantenete l’attività mentale rivolta all’esterno, non cercate uno stato meditativo introverso. Se la tendenza a rinchiudervi dentro di voi persiste, tenete gli occhi aperti. Praticate così per dodici ore, ma non tutte di fila. Nell’ultima ora dovete rimanere seduti in meditazione.
Il ritiro successivo fatelo per un periodo da tre a nove giorni. Du-rante questo periodo dedicatevi quanto più possibile alla ripetizione, risoluzione e riflessione del mantra. L’ultimo giorno, alla fine del procedimento, sedete tranquillamente per un’ora in meditazione.
In effetti il ritiro è consigliato a tutte le persone a cui la kundalini si sta risvegliando. In quel momento è meglio ritirarsi dalla vita attiva e dall’ambiente familiare per almeno quarantacinque giorni. A meno che nel momento del risveglio non vi troviate in semiritiro dal mondo, oltre ad avere strane esperienze ed allucinazioni, potreste avere particolari paure, dubbi, rabbia e forti passioni.
I sadhu vivono in ritiro perché quando ci sono rapporti con la gente vi è un grande movimento di pensieri nella mente. Mescolarsi alla gente, parlare, chiacchierare futilmente, crea delle correnti “incrociate” di amore, odio, infatuazione, simpatie e antipatie, irrequietezza, preoccupazione ed ansia, desideri e passioni. Perciò, se praticate molto sadhana o vi state trovando nel momento del risveglio della kundalini, non intrattenete molte relazioni con la gente. Vi risparmierete così molte agitazioni mentali.

RISCHI E PRECAUZIONI

Il risveglio della kundalini è un’importantissima, piacevole e storica esperienza nella vita di un uomo. Se potete vedere e fare esperienza di qualcosa di più di quanto in genere si può vedere e sperimentare con i sensi, potete ritenervi davvero fortunati. Ma nello stesso tempo, se fate esperienze di questo genere senza un’adeguata preparazione, rischiate di rimanere allarmati, spaventati e confusi. Perciò, prima che avvenga il vero risveglio della kundalini, è meglio fare esperienza di risvegli più leggeri nei chakra.
Oggigiorno, se viaggiate in automobile ad alta velocità non provate di fatto niente di strano, ma se un uomo cento anni fa, quando non c’era adattamento alla velocità, avesse fatto la stessa esperienza, si sarebbe sentito alquanto frastornato. Similmente, se il risveglio avviene all’improvviso, e non siete preparati all’esperienza, vi può capitare di sentirvi disorientati. Non sarete in grado di far fronte ai cambiamenti radicali che avvengono nel campo della percezione e ai contenuti della mente inconscia che affiorano alla consapevolezza. Ma se praticate da tempo hatha yoga e la meditazione e avete sperimentato in precedenza leggeri risvegli, avrete maggiori risorse per affrontarli.
Quando il corpo viene purificato nella sua totalità attraverso le pratiche degli shatkarma e dell’hatha yoga, quando la mente è purificata dal mantra, quando i prana sono sotto controllo per mezzo del pranayama e la dieta è pura e yogica, allora il risveglio della kundalini avviene senza alcun pericolo o incidente. Ma le persone che hanno fretta di risvegliare la kundalini, coloro che praticano in modo sconnesso, senza passare attraverso le fasi preliminari, e coloro che non fanno attenzione alla dieta, avranno dei problemi perché non sanno come controllare e utilizzare la fantastica energia che stanno liberando.

La questione del rischio

Vi è una grande quantità di chiacchiere a proposito dei pericoli del risveglio e di allarmismi a proposito di persone che impazziscono o che sviluppano poteri disturbanti. Ma nella vita tutto è rischioso e nella vita quotidiana vi sono molti più pericoli di quelli che potrete incontrare sulla via della kundalini. Ogni volta che attraversate la strada o che viaggiate in auto o in aereo, correte un rischio. Cercando di realizzare desideri, passioni e ambizioni, ogni giorno la gente corre grossi rischi senza pensarci su due volte. Eppure quelle stesse persone lasciano che il pensiero del rischio relativamente inferiore della kundalini li distolga dal perseguire lo scopo supremo della coscienza superiore.
Quando una donna scopre di essere incinta, pensa forse che po-trebbe essere pericoloso per lei avere un bambino? Potrebbe morire! Potrebbe avere un taglio cesareo! Potrebbe rovinarsi la linea per tutta la vita! Potrebbe ammalarsi gravemente! Una donna pensa a tutto questo e decide di non volere un bambino per questo? No. Allora perché pensare a questo modo quando si tratta della kundalini?
Il risveglio della kundalini è la nascita di Cristo, di Krishna, di Buddha o di Maometto. È uno degli eventi più grandiosi della vita umana, proprio come per una madre avere un bambino è uno degli eventi più grandi e felici della sua vita, senza considerarne le conse-guenze. Allo stesso modo il risveglio della kundalini è uno degli eventi più grandiosi nella vita di uno yogi. È il destino dell’umanità, e allora perché non procedere in esso?
Senza affrontare qualche rischio non si può raggiungere nessuna meta importante nella vita. Ogni grande yogi, scienziato, esploratore o avventuriero ha corso dei rischi. E così hanno inventato, scoperto e fatto dei progressi. Le persone che pensano e parlano di rischi sono dei codardi e persone così non dovrebbero nemmeno praticare lo yo-ga. Per loro è meglio mangiare, bere, essere allegri e morire senza essere stati illuminati.
Le pratiche della kundalini non sono certamente più pericolose di molte attività che qualcuno abbraccia solo per il gusto dell’emozione, dello sport o di stati alterati della coscienza. I rischi non sono certo così elevati come quelli associati all’LSD, all’hashish, alla marijuana e all’alcool che vengono consumati da molte persone nella vita quotidiana. Coloro che praticano kundalini yoga di sicuro possono raggiungere stati di espansione della coscienza che sono più sicuri, più tranquilli, più comprensibili e durevoli di qualsiasi altro stato che si possa ottenere per mezzo di sostanze psichedeliche.
La scienza del kundalini yoga ha i propri meccanismi di sicurezza. Se praticate le asana o il pranayama in modo sbagliato, la natura vi manderà un messaggio che vi farà smettere di praticare. Nello stesso modo, quando avviene il risveglio della kundalini, e non siete pronti ad affrontarlo, la natura vi metterà degli ostacoli. Se mai vi spaventate e volete sospendere il procedimento del risveglio della kundalini, tutto ciò che dovete fare è tornare al regime di vita ordinario. Semplicemente ritornate a tutte le vostre passioni, sogni e ambizioni mondane.
A meno che non siate una persona estremamente introversa, potete procedere nel sentiero del kundalini yoga senza timori. Se siete ipersensibili, se avete difficoltà nel comunicare con gli altri e vivete in una sorta di mondo immaginario, troverete il kundalini yoga fastidioso e anche pericoloso. Persone così non dovrebbero praticare né kundalini yoga né altre tecniche di esplorazione del mondo interiore Finché non abbiano sviluppato l’abilità di agire senza timore e con fiducia in sé stessi nel mondo esterno. Questo vale anche per le persone timide e dipendenti. Per tutte queste persone karma yoga è la giusta via. Dovrebbero condurre una vita di servizio disinteressato e dovrebbero sviluppare il non attaccamento e il massimo della consapevolezza.

Paura di fare errori

Alcune persone si preoccupano pensando che la kundalini salga at-traverso la nadi sbagliata, ma non vi è alcun pericolo in questo perché se la kundalini entra in un’altra nadi, l’intero circuito fonde. Se la kundalini si risveglia ma un chakra è bloccato, per es. swadhisthana, allora la kundalini si muove solo in muladhara e si svilupperanno tutti gli istinti di quel chakra. Diventerete un animale di prima classe per un po’ di tempo e svilupperete alcuni siddhi. Se vi fossero altri blocchi nei chakra oltre a quello, l’energia rimarrebbe bloccata per molto tempo andando ad intaccare la costituzione psicologica. E se la kundalini entrasse nella nadi pranica, pingala, potrebbe causare il totale dissesto del cervello. Comunque questo di solito non accade. La natura interviene e se sushumna non è aperta, il chakra non si aprirà e l’energia non potrà andare oltre.
Errori ne accadono, ma non nelle persone normali, perché esse hanno paura che succeda loro qualcosa di sbagliato da qualche parte. Se, mentre praticano, si accorgono all’improvviso di impazzire, smetteranno immediatamente di praticare. Perciò ogni persona ha in sé una certa forma di paura. Prima che qualcosa di sbagliato possa compiersi completamente, l’uomo si prende cura di se stesso. Comunque vi sono praticanti molto testardi e mentalmente rigidi che continuano imperterriti qualunque cosa accada. A loro non importa delle conseguenze e questi sono coloro che in genere si mettono nei guai.

Il risveglio della kundalini e la malattia

Se vi prendete cura di tutte le condizioni necessarie, allora non vi ammalerete. Ciononostante vi sono molte persone frettolose ed impazienti. Quando vogliono fare soldi li vogliono fare dall’oggi al domani, alla svelta, e lo stesso atteggiamento psicologico lo trasferiscono alla vita spirituale: i soldi alla svelta e la realizzazione spirituale alla svelta. Con tale impazienza a volte si sorvolano i preliminari necessari.
Alcune persone accusano debolezza negli arti inferiori perché non hanno esercitato il corpo con l’hatha yoga. Altre persone accusano disturbi alla digestione perché non hanno compreso la relazione esistente tra cibo e temperatura del corpo. Perciò è necessario osservare i prerequisiti. Coloro che stanno male devono sapere che non è a causa del risveglio della kundalini, ma perché non hanno armonizzato il sistema nervoso.
Per mezzo dell’hatha yoga dovete creare un equilibrio tra le due forze nel corpo fisico, quella pranica e quella mentale. Anche in tempi moderni diciamo che un equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico è assolutamente necessario per sviluppare le facoltà superiori del cervello. Quando vi è uno squilibrio tra queste due forze, vale a dire che una è predominante e l’altra è minoritaria, allora vuol dire che producete un tipo di energia in quantità eccessiva e l’altra in quantità insufficiente. Questo porterà inevitabilmente alla malattia.

Sbloccare l’inconscio

Nel corso delle vostre pratiche possono avvenire dei risvegli isolati in agya chakra durante i quali la consapevolezza entra nell’area della mente inconscia e vedete figure, simboli e perfino mostri o esseri benevoli. Potreste sentire o percepire molte cose inspiegabili, ma queste sono semplicemente il prodotto della vostra mente inconscia e dovreste considerarle come niente di più. Con il risveglio della coscienza psichica emergono i simboli che fanno parte della vostra personalità. Quando ciò accade, può darsi che abbiate un problema nel comprendere, ma ricordate, questo tipo di espressioni fanno semplicemente parte del vostro essere, sono rimaste chiuse ed ora hanno “ripreso aria”.
Non dovreste aver paura del risveglio della kundalini, ma dovete essere preparati agli eventi che avranno luogo. Altrimenti, se avete una mente debole e avete paura, potreste avere dei disturbi mentali. Perciò, prima di tentare il risveglio della kundalini, dovreste sotto-porvi ad un processo di purificazione del pensiero e sviluppare la comprensione del vostro modo di pensare.
Quando i preliminari per il risveglio della kundalini vengono se-guiti attentamente, non vi saranno sintomi di disturbi psicologici o psico-emozionali. Infatti tutte queste cose avvengono prima dell’effettivo risveglio della kundalini. Ma di sicuro, se durante il risveglio l’aspirante non mantiene la disciplina adeguata richiesta, è destinato a cadere in qualche “ragnatela” psicologica.
Il risveglio della kundalini non dovrebbe mai essere equiparato ad ossessioni o nevrosi. Quando avviene un’esplosione questa porta con sé tutto quello che è dentro di voi. Se avete una personalità piena di ossessioni e di blocchi mentali, questa esploderà. Perciò prima di intraprendere il risveglio della kundalini si deve raggiungere un certo grado di purezza della coscienza o di chiarezza mentale: chitta shuddhi.
Purezza della coscienza non è un termine religioso. Potreste avere pensieri puri nella vostra mente, ma non essere per niente puri. Potreste pensare alla purezza, alla castità, alla compassione, alla carità e alla generosità, ma nel piano sotterraneo della vostra personalità possono esserci conflitti o altri problemi mentali irrisolti. Quando la mente entra in meditazione o in samadhi, questo livello sotterraneo viene in superficie. Iniziate a vedere i problemi, li sentite e li vivete. Questo può capitare in qualsiasi momento, quando state sognando, quando vi trovate in uno stato di follia e quando la kundalini si sta risvegliando.
Per questo motivo, prima di cercare d’intraprendere questo progetto bisognerebbe fare uno sforzo continuo per liberare la mente da tutti gli archetipi o samskara disturbanti. Inizialmente si deve adottare una pratica integrata di karma, bhakti e raja yoga unita ad hatha e gyana yoga.

Purezza ed impurità

Per quanto io raccomandi chitta shuddhi, so che molte persone hanno un’ossessione circa la purezza e l’impurità. Continuano a pensare di essere impuri e quindi di non poter cercare di risvegliare la kundalini. Ma quando il sole sorge, cosa ne è dell’oscurità? Purezza ed impurità sono concetti etici e morali creati dalla società e dalla religione. Il risveglio della kundalini è il risveglio della grande luce nell’uomo. Si eleva come il sole e quando sarà visibile all’orizzonte non vi saranno più oscurità né sofferenza, né dolore, né delusione o impurità.

Siddhi e fattore ego

Quando si è praticato kundalini yoga per un paio d’anni ed improvvisamente si iniziano ad avere delle esperienze bellissime, si tende a pensare di essere superiori agli altri e si può persino considerare se stessi come un dio. Per proteggervi da questo dovete mettervi nella dimensione di chela o discepolo. Un discepolo rimane un discepolo, non vi è promozione per lui. Molte persone pensano che dopo dodici anni di discepolato saranno promosse allo stato di guru, ma non è così.
Sul sentiero del kundalini yoga è molto importante che voi viviate la vita da discepolo anche dopo il risveglio della kundalini e non solo dopo di ciò, ma anche quando Shiva e Shakti si saranno riuniti.
Kundalini yoga è il mezzo per raggiungere la consapevolezza su-prema e l’illuminazione, ma se vi perdete nella bellezza della kundalini, non raggiungerete mai l’illuminazione. Quando ad un certo stadio la mente diviene molto efficiente e si manifestano siddhi come la telepatia, la chiaroveggenza, l’ipnotismo, la guarigione spirituale ecc., alcuni aspiranti li prendono come un risultato divino e cominciano a pensare: “Adesso sono Dio”. Poi in nome del bene comune, iniziano a fare ogni sorta di strane magie. Questo nutre l’ego e con il passare del tempo la loro ignoranza aumenta considerevolmente.
Qui vi è un pericolo estremo e molti aspiranti ci cadono dentro. Il loro ego si sviluppa tremendamente e sviluppano una forte sensazio-ne di grandezza. E questo è il massimo a cui arrivano. Anche se in realtà non vi è nulla di male nei poteri psichici, coloro che li perse-guono devono sapere che se non sono disciplinati possono distrugge-re completamente la loro coscienza spirituale. Potete perdervi in questi poteri esattamente allo stesso modo in cui alcuni si perdono nel denaro, nella bellezza, nell’intelligenza e così via.
Questi conseguimenti parapsicologici sono momentanei, rimar-ranno con voi solo per un breve periodo di tempo dopo di che li per-derete. Sono solo dei poteri aggiuntivi di cui fare esperienza e lasciare poi alle spalle al momento del risveglio della consapevolezza suprema.
È importante ricordare quanto ha detto Patanjali negli “Yoga Su-tra”: “Tutte queste manifestazioni psichiche sono ostacoli che bloc-cano il libero flusso della coscienza verso il samadhi”.

Due forze antagoniste

Nei regni della coscienza superiore vi sono forze sia divine che de-moniache. Questi due tipi di forze possono essere rese operanti con le stesse tecniche. Senza una consapevolezza superiore, quando ha inizio il risveglio dei chakra, la conoscenza e l’energia distruttiva di una bomba atomica possono svilupparsi al posto della saggezza e del potere spirituale dei rishi. Quando la kundalini si risveglia in una persona che non è liberata dalle passioni, che non ha capacità di discriminazione, che non cerca la liberazione e non conosce la realtà di questo mondo, le conseguenze possono essere disastrose. Infine, quella persona distruggerà se stessa e probabilmente, nel corso del procedimento, anche molti altri.
Perciò, chi aspira al risveglio della kundalini deve lavorare costantemente per lo sviluppo della consapevolezza superiore. È molto difficile essere consci dell’inconscio. Quando la vostra consapevolezza è appesantita da tensione e confusione, non può sopravvivere a lungo nello stato inconscio. Ma quando la vostra coscienza è tersa e leggera può penetrare nell’inconscio come una freccia affilata e veloce, viaggiando con successo al di là di tutte le zone di pericolo per emergere con una conoscenza superiore.
Chiunque abbia il desiderio di espandere la propria consapevolez-za è un pioniere. In questo modo emergiamo dai confini della prigio-ne mentale nella quale la razza umana è rimasta incarcerata per mil-lenni. È privilegio di ognuno di noi partecipare a questa storica av-ventura e dobbiamo essere preparati ad ogni eventualità. Kundalini yoga, se praticato con dedizione, pazienza e con una guida appropriata, è il modo più sicuro e piacevole di risveglio che possa mai avvenire nella nostra vita.
Con il risveglio della kundalini, la vita scorre bene. I programmi e i progetti divengono chiari, le decisioni accurate e la personalità diviene dinamica e potente. Perciò non temete alcun rischio. Una volta che ha luogo il risveglio, tutte le vostre limitazioni saranno superate perché le tenebre non possono esistere dove vi è luce e le limitazioni non possono esistere dinanzi alla kundalini.